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Storia del linguaggio HTML

Per lungo tempo la rete Internet è rimasta uno strumento riservato agli addetti ai lavori. Anche quando il diritto di accesso alla Rete ha cominciato a diffondersi pubblicamente, le modalità di connessione e di utilizzo delle risorse on-line erano tutt’altro che amichevoli. Occorreva saper utilizzare svariati programmi differenti, ciascuno dedicato a una singola funzione, e tutti basati su interfacce a caratteri (stile Unix e MS-DOS): niente finestre, niente mouse, ma solo comandi da imparare a memoria e digitare sulla tastiera.

La nascita del Web e del linguaggio HTML

A cavallo tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta, grazie anche alla crescente diffusione dei sistemi operativi con interfaccia grafica e preponderante utilizzo del mouse, si è fatta sempre più pressante l’esigenza di modalità di navigazione on- line più intuitive e flessibili. Questa esigenza si è concretizzata nel progetto World Wide Web (WWW o Web): la “veste” grafica, multimediale e ipertestuale per consultare le risorse disponibili su Internet. Unanimemente riconosciuto come padre del WWW è un fisico di origine inglese: Tim Berners Lee. Lavorando nel gruppo di ricerca del centro CERN di Ginevra, Berners Lee elaborò, a partire dal 1989, un progetto che mirava a facilitare la ricerca e la consultazione dei documenti on-line per tutta la comunità dei ricercatori scientifici collegati a Internet. L’intento fondamentale di Berners Lee era realizzare un sistema che permettesse una più razionale indicizzazione e un’illimitata libertà di navigazione tra le informazioni, in modo incrociato o trasversale, per associazioni di idee.
htmlGrazie alle intuizioni di Berners Lee, e al lavoro congiunto dei suoi collaboratori, vennero definiti nuovi standard:

• URL (Uniform Resource Locator): un tipo di indirizzi che identifica univocamente i server e i documenti on-line;

• HTTP (HyperText Transfer Protocol): un protocollo di comunicazione che consente di stabilire collegamenti ipertestuali tra un documento e l’altro;

• HTML (HyperText Markup Language): un linguaggio per generare documenti ipertestuali.

La combinazione di questi tre elementi ha determinato la nascita del Web e, di conseguenza, l’esplosione della popolarità di Internet presso il grande pubblico. Ufficializzato nei primi anni Novanta (1992-1994), il Web ha reso possibile quel concetto di navigazione ipertestuale che oggi viene ormai dato per scontato: pagine illustrate e animate, collegamenti su cui fare clic per spostarsi istantaneamente da un sito all’altro e da un argomento all’altro. Era nata la Ragnatela (Web) mondiale dell’informazione.

Le varie versioni del linguaggio HTML Come ogni standard informatico, anche il linguaggio HTML si è evoluto attraverso una serie di versioni successive.

• Le prime versioni si limitavano a consentire la creazione di semplici pagine di testo con collegamenti ipertestuali. Le potenzialità di impaginazione grafica e di sviluppo multimediale erano scarse o nulle.

• La versione 3.2 (gennaio 1997) ha introdotto numerose novità e ha finalmente consentito un salto di qualità, con l’introduzione di vari attributi grafici e il supporto di un’ampia gamma di materiali multimediali.

• La versione 4.0, ufficializzata solo alla fine degli anni Novanta, ha esteso le potenzialità creative del linguaggio HTML, accogliendo e formalizzando alcuni aspetti che già erano stati anticipati in via ufficiosa e non standard (i frame, gli script, i fogli di stile, i layer e così via).

In effetti, uno dei maggiori problemi per chi crea pagine HTML è la compatibilità. Da un lato, il linguaggio HTML è nato all’insegna della più assoluta universalità (indipendenza dalla piattaforma): i file HTML sono di per sé riconosciuti dalla quasi totalità dei sistemi informatici, indipendentemente dalle differenze di hardware e software. D’altra parte, sussistono differenze (talvolta significative) nel modo in cui i singoli sistemi, e in particolare i singoli browser, visualizzano uno stesso documento HTML. Come regola generale, si tenga presente che se si sfruttano a fondo tutte le caratteristiche più aggiornate del linguaggio HTML si rischia di escludere dal proprio target un certo numero di destinatari: tutti coloro che non dispongono di strumenti di consultazione (browser) altrettanto aggiornati.

Fonte e approfondimenti : Google

 

 

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